{"id":16569,"date":"2022-04-13T16:13:14","date_gmt":"2022-04-13T14:13:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.moodlebonghilucera.it\/ilruggitodelbonghi\/?p=16569"},"modified":"2022-12-22T15:06:09","modified_gmt":"2022-12-22T14:06:09","slug":"il-disagio-giovanile-ai-tempi-della-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.moodlebonghilucera.it\/ilruggitodelbonghi\/il-disagio-giovanile-ai-tempi-della-pandemia\/","title":{"rendered":"Il disagio giovanile ai tempi della pandemia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.moodlebonghilucera.it\/ilruggitodelbonghi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Articolo-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16570\" srcset=\"https:\/\/www.moodlebonghilucera.it\/ilruggitodelbonghi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Articolo-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.moodlebonghilucera.it\/ilruggitodelbonghi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Articolo-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.moodlebonghilucera.it\/ilruggitodelbonghi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Articolo-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.moodlebonghilucera.it\/ilruggitodelbonghi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Articolo-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.moodlebonghilucera.it\/ilruggitodelbonghi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Articolo.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Negli ultimi anni si \u00e8 parlato molto di salute mentale, ansia, depressione e inadeguatezza. Ripercussioni sul piano del disagio psicologico si sono registrate in molte persone, soprattutto tra i giovani che si sono sentiti minacciati dal loro stesso pianeta e dai loro stessi abitanti che li priva costantemente del loro futuro. \u00c8 la cosiddetta &#8220;pandemia psicologica&#8221;. Nessun paese \u00e8 immune, ogni cittadino \u00e8 stato &#8220;infettato&#8221; da questo virus ancor pi\u00f9 devastante del Covid-Sars 2019. Questo virus mentale ha la tendenza ad andare a scavare nell&#8217;animo: \u00e8 come una trivella, scava per andare in profondit\u00e0. Scava col fine di smascherare le vere intenzioni di una persona. Attraverso questa profonda introspezione l&#8217;essere umano scopre di&nbsp; racchiudere in s\u00e9 due differenti nature, il bene e il male. Questa pandemia psicologica cercher\u00e0 inevitabilmente di dominare la persona che ne \u00e8 affetta. \u00c8 appunto lo sdoppiamento, che risiede nei pensieri dei giovani: un senso di disagio dove l&#8217;io interiore \u00e8 tormentato dalla sua condizione di &#8220;estraneo alla vita&#8221;. Un distacco dalla propria vita risulta necessario&nbsp; per evitare il dolore che appunto la stessa vita provoca. Consiste nel contemplare la realt\u00e0 ad una certa distanza, per guardare in una prospettiva diversa e da estraneo tutto ci\u00f2 che \u00e8 normale, di routine. Solitamente i giovani in queste circostanze indossano delle maschere a seconda delle situazioni. La maschera \u00e8 uno schermo, messo sul volto di un attore per interpretare al meglio il proprio personaggio. Una cosiddetta recita. Togliere la maschera significa liberare i personaggi dalle convenzioni sociali, per poi vivere una vita dolorosa ma, nello stesso tempo pi\u00f9 autentica. Indossando continuamente una maschera si \u00e8 per\u00f2 costretti al recitare per sempre un ruolo che non li si addice, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la distinzione tra l&#8217;essere e l&#8217;apparire. Si rimane quindi imprigionati nella trappola delle convenzioni sociali, ovvero un insieme di regole o criteri accettati da un determinato gruppo sociale. Non sono leggi scritte, ma \u00e8 come se lo fossero.&nbsp; Quando la ribellione porta a rifiutare queste convenzioni, si cade nel tranello della mente: i ragazzi si sentono, appunto, diversi, uno scarto, o addirittura strani. Costretti non obbligatoriamente ma collettivamente a seguire determinati standard per non essere considerati inadeguati. Oggi l&#8217;umanit\u00e0 con questa emergenza sanitaria \u00e8 stata in un certo senso messa a nudo. Un esempio di maschera che adesso indossano tutti al di l\u00e0 di tutto, \u00e8 la mascherina chirurgica. La pandemia ha smascherato nella nostra fragilit\u00e0 il nostro essere fragili. Se prima i ragazzi erano insicuri, adesso lo son ancor di pi\u00f9. Ne \u00e8 esempio lampante il &#8220;mask-fishing&#8221;: la paura di apparire diversi da quello che si \u00e8; di spogliarsi, in un certo senso. Anche il solo abbassare la mascherina crea disagio. Con mezzo volto coperto&nbsp; gli uomini post covid si sentono al sicuro, questo perch\u00e9 si ha la paura del giudizio degli altri. Con solo la parte superiore del viso scoperta ci creiamo delle aspettative diverse o migliori. Si assiste frequentemente anche a casi di dismorfismo e di ansia sociale sicuramente connessi al mask-fishing. La dismorfia \u00e8 quando una persona si guarda allo specchio ed \u00e8 come se non si sentisse di appartenere a questo mondo. La fobia sociale \u00e8 la paura di stare con gli altri, la paura di farsi degli amici ed entrare nei discorsi. Sono cos\u00ec preoccupati di poter essere giudicati negativamente dagli altri che&nbsp; chi ne \u00e8 affetto evita di fare o dire qualsiasi cosa. Per esempio, quando arriva il momento di postare una foto su un social&nbsp; l&#8217;ansia prende il sopravvento. Il cellulare procura un dolore fisico, anzi, pi\u00f9 che altro psicologico. Se un loro post fa pochi like questo causa un impatto negativo sul loro umore, e soprattutto sull&#8217;autostima. La paura di essere tagliato fuori, la sensazione che per nessuno sono interessanti. Io penso che in un modo o nell&#8217;altro alla fine di un tunnel ci sia sempre la luce. Fioca, ma c&#8217;\u00e8. Come una lanterna che ti mostra dove andare, quale via percorrere, che ha il compito di mostrare la realt\u00e0. Realt\u00e0 non sicura, perch\u00e9 la luce in fondo al tunnel, cos\u00ec come la lanterna, illumina ben poco, dandogli una versione soggettiva della realt\u00e0 che non appare quindi per quello che \u00e8. Tutto ci\u00f2 che non viene illuminato \u00e8 buio, quindi l&#8217;individuo \u00e8 come se fosse in trappola, non conoscendo appunto quello che si trova nella parte nascosta della luce. Per questo i giovani si pongono continuamente ci\u00f2 che \u00e8 reale e ci\u00f2 che non lo \u00e8, se la realt\u00e0 che vive \u00e8 realmente reale. Se lui \u00e8 veramente lui. Sono continuamente preoccupati dal mondo, ripercorrendo il proprio tentativo di sottrarsi a una condizione di vita alienata, nella quale si sentono degli inetti, afflitti assiduamente da una lotta interiore e destinati a un loro presunto fallimento. Il primo passo che intraprendono \u00e8 l&#8217;evasione. Trovano rifugio nella solitudine, in un mondo tutto loro, privo di preoccupazioni e di limitazioni. Scappano dalla realt\u00e0 trovandosi in una specie di limbo, in una separazione tra realt\u00e0 e sogno, fra vita e forma. Grazie allo scappare dalla realt\u00e0, vivono il presente come &#8220;durata pura&#8221;: vivono il presente con la memoria del passato al fine di avere anticipazioni sul futuro. Un futuro non tanto lontano, perch\u00e9 al giorno d&#8217;oggi i ragazzi sono costretti a maturare pi\u00f9 velocemente. Vedono infatti la famiglia come una trappola, come un luogo dove non si possono instaurare dei rapporti autentici; un ambiente opprimente, pieno di tensioni e menzogne. Vi sono infatti sempre pi\u00f9 famiglie allargate, dove ovviamente subentrano i vari partner dei genitori che educando in maniera diversa i ragazzi causano confusione in quest&#8217;ultimi. Ed \u00e8 per questo che loro sono sofferenti : desiderano essere liberi, di fuggire. Ma non \u00e8 sempre cos\u00ec. La famiglia \u00e8 anche un nucleo protettivo. Si basa sulla convinzione che per vivere bisogna rimanere attaccati a essa, le cosiddette &#8220;teoria dell&#8217;ostrica&#8221; di Verga e il concetto di &#8220;nido&#8221; di Pascoli. Non devono mai lasciare quello che hanno, perch\u00e9 andranno incontro alla sconfitta, infatti come si dice: \u201cmai lasciare la strada vecchia per quella nuova, si sa quel che si lascia e non si sa quel che si trova\u201d. \u00c8 un ambiente accogliente, protetto da qualsiasi male. Io sono del parere che la famiglia, non \u00e8 n\u00e9 un ambiente da cui scappare via, n\u00e9 un ambiente da cui essere troppo attaccati. Anche io, essendo una ragazza nata nel ventunesimo secolo, sto vivendo questo periodo in silenzio. A volte mi lancio in&nbsp; tormenti cos\u00ec grandi che la realt\u00e0 in cui torno dopo poco mi destabilizza. Mi sono abituata al peggio, perci\u00f2 stare nel meglio mi fa sentire a disagio, quasi imbarazzata dallo stare bene, e cos\u00ec voglio tornare a stare male, e per farlo applico il mezzo del senso di colpa. Senso di colpa che deriva nel&nbsp; vedere quello che sta succedendo in Ucraina, dove bambini e ragazzi della mia et\u00e0 scappano via dalla guerra mentre io sto qui a casa protetta e al sicuro. Arrivo a non saper pi\u00f9&nbsp; distinguere il mio stare male dal mio fingere di non stare bene. Penso di avere una vocina dentro di me, una vocina diversa dagli altri. Mi parla sempre del suo futuro, di cosa vorr\u00e0 fare da grande. La tortura di questa vocina \u00e8 proprio questa : io sono costretta ad ascoltarla, a sentirla parlare dei suoi obiettivi. Il suo difetto \u00e8 che non riesce a vedere il presente cos\u00ec come lo vedo io. Un presente pieno di morte, cos\u00ec vuoto di speranza. Ed \u00e8 il difetto della vocina, avere ancora speranza. Credere per noi un futuro ci sia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">&nbsp;<strong>Gabriella Checchia<\/strong> <br><strong>5^A IPSSAR<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni si \u00e8 parlato molto di salute mentale, ansia, depressione e inadeguatezza. 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